Adriana Zarri-23 febbraio 2008
In questo primo spazio, dedicato agli errori ed orrori lessicali, oggi soltanto un verbo, ma così orrendo da meritare, per sé solo tutto lo spazio. Si tratta del verbo «cliccare»: un verbo del quale pare che non si possa più fare a meno. Eppure i sostituti non mancano: «premere 5». Chi l’ha detto? Non lo ricordo ma qualcuno di certo perché l’ho nell’orecchio. «Premere», quindi «digitare» (non che sia tanto meglio), le alternative non mancano; basta combattere la nostra pigrizia mentale, sempre pronta ad accovacciarsi su ciò che passa il convento; e in questo caso non è un monastero di grandi e gloriose tradizioni, forse si tratta di una di quelle congregazioni ottocentesche di scarso spessore teologale e teologico che non nomineremo per non farci troppo nemici.
Il generale
Può anche darsi che qualche appartenente all’Opus Dei, disinformato ingenuo e candido, sia onesto e in buona fede, è l’eccezione che conferma la regola. La regola invece è osservata puntualmente dall’arcivescovo Sàenz Lacalle che opera nel Salvador ed ha perciò alle spalle la gloriosa tradizione che fa capo al vescovo martire Romero.
L’indegno successore di tanto illustre santo presule si è messo di impegno per cancellare ogni traccia della gloriosa tradizione che fa capo al grande martire; e non serve raccontare tutte le sue malefatte perché l’elenco sarebbe troppo lungo. Basti dire che il governo – e quel governo responsabile delle maggiori atrocità – lo promuove a generale di brigata. A nulla valgono le indignate proteste della popolazione, memore di ben altri vescovi: generale è stato eletto e generale resterà. In attesa forse che altri generali facciano i vescovi…
Può anche darsi che qualche appartenente all’Opus Dei, disinformato ingenuo e candido, sia onesto e in buona fede, è l’eccezione che conferma la regola. La regola invece è osservata puntualmente dall’arcivescovo Sàenz Lacalle che opera nel Salvador ed ha perciò alle spalle la gloriosa tradizione che fa capo al vescovo martire Romero.
L’indegno successore di tanto illustre santo presule si è messo di impegno per cancellare ogni traccia della gloriosa tradizione che fa capo al grande martire; e non serve raccontare tutte le sue malefatte perché l’elenco sarebbe troppo lungo. Basti dire che il governo – e quel governo responsabile delle maggiori atrocità – lo promuove a generale di brigata. A nulla valgono le indignate proteste della popolazione, memore di ben altri vescovi: generale è stato eletto e generale resterà. In attesa forse che altri generali facciano i vescovi…
ll legionario
E poiché siamo in ambito militare, restiamoci per occuparci delle sacre legioni di Cristo (che il cielo ci perdoni!) il cui fondatore, mancato nello scorso gennaio, è stato sepolto nel cimiterio speciale dei legionari, quasi che la terra benedetta dei comuni mortali non bastasse. Dei morti non si dovrebbe parlar male; ma del suddetto bene non ne ha parlato neanche il papa che si è chiuso in un eloquente silenzio.
Fin qui Marcial Maciel – tale è il nome del defunto – non fu, a quanto pare, uno stinco di santo. Accusato dai suoi seminaristi di abusi sessuali, era stato obbligato dalle autorità vaticane alla rinuncia di ogni pubblico ministero per ritirarsi a vita privata in preghiera e penitenza; e se non si è giunti alla scomunica lo si deve al favore cui il defunto godeva presso papa Wojtila.
E poiché siamo in ambito militare, restiamoci per occuparci delle sacre legioni di Cristo (che il cielo ci perdoni!) il cui fondatore, mancato nello scorso gennaio, è stato sepolto nel cimiterio speciale dei legionari, quasi che la terra benedetta dei comuni mortali non bastasse. Dei morti non si dovrebbe parlar male; ma del suddetto bene non ne ha parlato neanche il papa che si è chiuso in un eloquente silenzio.
Fin qui Marcial Maciel – tale è il nome del defunto – non fu, a quanto pare, uno stinco di santo. Accusato dai suoi seminaristi di abusi sessuali, era stato obbligato dalle autorità vaticane alla rinuncia di ogni pubblico ministero per ritirarsi a vita privata in preghiera e penitenza; e se non si è giunti alla scomunica lo si deve al favore cui il defunto godeva presso papa Wojtila.
Il papa
Del suddetto pontefice i ragazzotti che lo idolatravano gridarono, alla sua morte: santo subito.
Data la mia ben nota cattiveria, io sarei dell’avviso di attendere un po’ prima di elevarlo al fasto supremo degli altari; e anzi penserei di non elevarlo affatto ma di lasciarlo calcare la polvere terrestre. Considerato il mal vezzo di canonizzare tutti gli ultimi papi non mi stupirei che anche Giovanni Paolo II avesse la stessa sacra e gloriosa sorte dei suoi predecessori; e questo non farebbe che confermare la mia contrarietà a questo costume e malcostume delle canonizzazioni vigenti nella chiesa cattolica.
Di papa Woityla sono state dette molte cose positive (meritate) ed altre negative taciute (pur meritate anche quelle). E poiché dei morti è buona creanza dire soltanto il bene ma dei personaggi pubblici e storici è necessario dire tutto, diremo noi qualcosa. A cominciare dalle canonizzazioni, stabilite da quel papa in numero strabocchevole, per quantità e talvolta discutibili per qualità. Prova ne sia (ma le prove sarebbero molte) la canonizzazione, a mio dire scandalosa, di Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, tanto amato da quel papa quanto criticato dal popolo di dio.
E non fu il solo amore discutibile di quel discubibile papa.
Del suddetto pontefice i ragazzotti che lo idolatravano gridarono, alla sua morte: santo subito.
Data la mia ben nota cattiveria, io sarei dell’avviso di attendere un po’ prima di elevarlo al fasto supremo degli altari; e anzi penserei di non elevarlo affatto ma di lasciarlo calcare la polvere terrestre. Considerato il mal vezzo di canonizzare tutti gli ultimi papi non mi stupirei che anche Giovanni Paolo II avesse la stessa sacra e gloriosa sorte dei suoi predecessori; e questo non farebbe che confermare la mia contrarietà a questo costume e malcostume delle canonizzazioni vigenti nella chiesa cattolica.
Di papa Woityla sono state dette molte cose positive (meritate) ed altre negative taciute (pur meritate anche quelle). E poiché dei morti è buona creanza dire soltanto il bene ma dei personaggi pubblici e storici è necessario dire tutto, diremo noi qualcosa. A cominciare dalle canonizzazioni, stabilite da quel papa in numero strabocchevole, per quantità e talvolta discutibili per qualità. Prova ne sia (ma le prove sarebbero molte) la canonizzazione, a mio dire scandalosa, di Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, tanto amato da quel papa quanto criticato dal popolo di dio.
E non fu il solo amore discutibile di quel discubibile papa.